LE PRINCIPALI NOVITÀ NORMATIVE INTRODOTTE DALLA NUOVA DIRETTIVA PSD2 2018-06-07T15:16:29+00:00

Serie 2 – Episodio 1

Le principali novità introdotte dalla PSD2

LE PRINCIPALI NOVITÀ NORMATIVE INTRODOTTE DALLA NUOVA DIRETTIVA PSD2

Di Chiara Scattone  e Luca  Pozzoli

La direttiva 2007/64/CE, meglio nota come PSD1, rispondeva all’esigenza di definire e normare un quadro giuridico europeo, disciplinando l’accesso al mercato ai nuovi servizi di pagamento, garantendo maggiori tutela e trasparenza agli utenti, standardizzando i requisiti di informazione, i diritti e gli obblighi degli utenti nell’utilizzo di servizi di pagamento elettronici e ponendo le basi giuridiche per la realizzazione dell’Area unica dei pagamenti in euro (Sepa). La PSD1 ha pertanto favorire la creazione di un mercato interno dei servizi di pagamento nell’Unione Europea.

Tuttavia diversamente da quanto era previsto per la PSD, ove non vi si trovava alcuna applicazione nei confronti di tutti i servizi di pagamento prestati nell’Unione, anche eventualmente per operazioni in valuta diversa dall’Euro – estende l’ambito di applicazione in tema di trasparenza delle condizioni e dei requisiti informativi nei confronti di tutte le operazioni poste in essere dai prestatori di servizi di pagamento che operano e risiedono all’interno dell’Unione Europea.

La nuova disciplina introdotta dalla direttiva 2015/2366/CE, PSD2, compie un ulteriore passo verso la completa armonizzazione del mercato interno europeo, introducendo alcune importanti novità tra cui:

  1. L’estensione del positive scope
  2. La rimodulazione del negative scope
  3. I nuovi servizi di pagamento e il controllo della disponibilità dei fondi
  4. L’istituzione del “Registro unico elettronico”
  5. Diritti e obblighi delle parti
  1. L’estensione del positive scope

L’articolo 2 della PSD2 estende l’ambito di applicazione[1] in tema di trasparenza delle condizioni e dei requisiti informativi e dei diritti e degli obblighi in relazione alla prestazione e all’uso dei servizi di pagamento[2] nei confronti di tutte le operazioni poste in essere dai prestatori di servizi di pagamento che operano e risiedono all’interno dell’Unione Europea.

 

Più nel dettaglio, la nuova disciplina introdotta dalla PSD2 trova applicazione sia nei confronti delle operazioni poste in essere dai prestatori di servizi di pagamento (o dall’unico prestatore di servizi di pagamento coinvolto nell’operazione) residenti nell’area Euro e operanti in una valuta diversa da una divisa di uno Stato SEE (c.d. operazioni “two legs”), sia anche per quelle operazioni di pagamento effettuate in tutte le valute (diverse dall’Euro) e nei confronti di Paesi Terzi che coinvolgono almeno uno dei prestatori di servizi di pagamento situato nell’Unione Europea per quel tratto dell’operazione che viene svolta all’interno dell’UE (c.d. operazioni “one leg”).

  1. La rimodulazione del negative scope

Interessanti sono anche le disposizioni previste dall’articolo 3 della direttiva che, ancora una volta appaiono evolutive e chiarificatrici rispetto al passato esplicitando e aggiornando i casi di esclusione dall’ambito di applicazione previsti dalla precedente PSD (il cd. “negative scope”). La PSD2 interviene difatti per limitare e rimodulare i confini delle esenzioni già esistenti per le attività poste in essere da:

  • Gli agenti commerciali;
  • Le società di telecomunicazioni;
  • Gli ATM indipendenti;
  • Le reti a spendibilità limitata
  1. I nuovi servizi di pagamento e il controllo della disponibilità dei fondi

La nuova direttiva sui pagamenti (PSD2) introduce una novità per gli utenti dei conti correnti online: la possibilità di compiere operazioni di pagamento o di accedere alle proprie rendicontazioni bancarie direttamente tramite software realizzati da Terze Parti Autorizzate (Third Party Provider).

I nuovi player autorizzati dalla direttiva e istituiti dall’articolo 4 della PSD2, rappresentano la vera novità rispetto alla precedente PSD. Tra i nuovi soggetti autorizzati vi sono gli “Account Servicing paymentservice provider”, i “Payment Initation Service Provider” e gli “Account Information service provider”.

Questi nuovi player, se autorizzati dagli Stati Membri di residenza, potranno operare direttamente sui conti correnti degli utenti finali, introducendo così per la prima volta un forte rischio di disintemediazione tra la Banca e la propria clientela.

  1. L’istituzione del “Registro elettronico centrale”

Gli istituti di pagamento autorizzati (e i relativi agenti) sono iscritti in un registro pubblico istituito dallo Stato membro in cui sono specificati i servizi di pagamento per i quali l’istituto di pagamento è autorizzato o per quelli per i quali sono state concesse le esenzioni previste ai sensi dell’articolo 32 o 33 (relativi ai servizi di informazione sui conti). Le informazioni inserite in tale registro pubblico devono poi essere notificate nel registro elettronico centrale sviluppato e gestito dall’Autorità Bancaria Europea (EBA).

L’EBA metterà a disposizione, a titolo gratuito, il contenuto del registro al pubblico sul proprio sito web. L’aggiornamento di tale registro sarà garantito dalle notifiche inviate puntualmente dalle autorità nazionali relative alle informazioni iscritte nei rispettivi registri nazionali.

  1. Diritti e obblighi delle parti

La PSD2 introduce ed estende alcuni diritti e obblighi a carico dei prestatori di servizi di pagamento. Tra questi, l’articolo 62, punto 2 della Direttiva conferma e amplia l’ambito di applicazione del principio dello “SHARE”, ovvero quel principio tariffario per cui il pagatore e il beneficiario sostengono ciascuno le spese applicate dal proprio PSP anche per le operazioni disposte in valute extra UE, nonché in operazione disposte in valute UE che prevedono la conversione. Viene esteso il divieto di “surcharge”, ovvero ad esempio l’applicazione di una commissione aggiuntiva, nel caso di utilizzo di strumenti di pagamento basati su carta. Il divieto rientra nel nuovo quadro normativo europeo ed è previsto dal Regolamento UE 2015/751 o Regolamento MIF, che viene applicato sia ai pagamenti domestici che alle operazioni di pagamento cross-border.

Figura 2 – Divieto di Surcharge

Altro elemento importante è il concetto della responsabilità, o meglio quello della ripartizione della responsabilità tra i prestatori dei servizi di pagamento. La PSD2 introduce due nuovi soggetti, il PISP e l’AISP, che sono assoggettati alle regole imposte dalla direttiva, tuttavia al contempo non è prevista alcuna relazione contrattuale tra i nuovi soggetti e il prestatore di servizi di radicamento di conto, ASPSP. Non solo, l’articolo 73, comma 2 prevede nel caso in cui sia stata predisposta un’operazione non autorizzata tramite un PISP, il rimborso dell’importo dell’operazione al cliente da parte dell’ASPSP nell’immediato o al più tardi entro la giornata operativa successiva. Tale aspetto pone una questione piuttosto delicata nella relazione tra ASPSP e PISP e nella ripartizione delle responsabilità dal momento che tra i due prestatori di servizi non è prevista alcuna relazione contrattuale, anche se la medesima norma della PSD2 introduce il diritto di regresso in capo all’ASPSP nei confronti del PISP, qualora quest’ultimo sia responsabile dell’operazione di pagamento non autorizzata.

Un’altra importante novità della PSD2 è la riduzione della franchigia da 150 euro a 50 euro che l’utente sarà chiamato a pagare nel caso in cui si verifichi un’operazione non autorizzata connessa a strumenti di pagamento smarriti, rubati o sottratti e salvo tutti i casi in cui si accerti un comportamento doloso o di negligenza grave da parte del pagatore, nei quali il meccanismo della franchigia non opererà.

NOTE

[1]  Nella direttiva PSD1 non era prevista alcuna applicazione nei confronti di tutti i servizi di pagamento prestati nell’Unione, anche eventualmente per operazioni in valuta diversa dall’Euro.

[2] Cfr. I Titoli III e IV della PSD2.