I nuovi strumenti di pagamento elettronici sotto la lente della IV Direttiva Antiriciclaggio 2018-06-15T18:28:40+00:00

Serie 5 – Episodio 4

I nuovi strumenti di pagamento elettronici sotto la lente della IV Direttiva Antiriciclaggio

STRUMENTI DI PAGAMENTO ELETTRONICI SOTTO LA LENTE DELLA IV DIRETTIVA ANTIRICICLAGGIO

Di Chiara Scattone e Pasqualina Faccenda

Con il Decreto legislativo 25 maggio 2017, n.90, l’ordinamento italiano recepisce le nuove direttive del legislatore comunitario in merito alla prevenzione dell’uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo.

Tra le novità più significative, la IV Direttiva AML, introduce un nuovo concetto di “Valuta Virtuale”, definendola come una rappresentazione digitale di valore, non emessa da una banca centrale o da un’autorità pubblica – ed è qui una delle maggiori novità –,  non necessariamente collegata a una valuta avente corso legale, ma utilizzata come mezzo di cambio per l’acquisto di beni e servizi e trasferita, archiviata e negoziata elettronicamente (come ad es. i bitcoin).

Da tale definizione è chiara la sostanziale differenza che intercorre con la “Moneta Elettronica”, intesa come il valore monetario memorizzato elettronicamente rappresentato da un credito nei confronti dell’emittente emesso per effettuare operazioni di pagamento, e accettato da persone fisiche e giuridiche diverse dall’emittente.

La valuta virtuale, nel mondo delle cryptovalute, viene indicata come un “exchange platform”; ed è proprio sull’attività esercitata da questi soggetti che il decreto di recepimento della IV AML si sofferma, obbligando per la prima volta il prestatore di servizi a conformarsi alla disciplina prevista dalla nuova direttiva sull’antiriciclaggio.

L’iter legis prevede che, oltre alle exchange platform, anche i prestatori di servizi di portafoglio digitale, i cosiddetti “wallet provider” che offrono servizi di custodia delle credenziali necessarie per accedere alle valute virtuali, divengano soggetti obbligati a conformarsi alla nuova direttiva AML.

Per l’attività di cambia-valute virtuali, invece viene previsto l’obbligo di iscrizione in una sezione speciale del registro dei cambia valute tenuto dall’OAM (Organismo degli agenti e dei mediatori creditizi) secondo quanto previsto dal TUB (Testo unico Bancario).

In quanto “soggetto obbligato”, l’exchange platform dovrà pertanto conformarsi agli obblighi di adeguata verifica della clientela in occasione dell’instaurazione di un rapporto continuativo che comporti la trasmissione o la movimentazione di mezzi di pagamento di importo superiore ai 15.000 euro.

Con il decreto di recepimento della IV AML, i soggetti obbligati adottano misure di adeguata verifica della clientela proporzionali all’entità dei rischi di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo dimostrando alle autorità competenti che le misure adottate sono adeguate al rischio rilevato, a questo però, la stessa direttiva, prevede anche Obblighi Semplificati di Adeguata Verifica (SCDD – Simplified Customer Due Diligence) per “moneta elettronica anonima”.

La moneta elettronica anonima è un prodotto che può essere commercializzato sfruttando le deroghe previste in materia di adeguata verifica della clientela, perché considerata a basso rischio di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo, solo se sono rispettate alcune condizioni previste dal Legislatore. Tra le condizioni imposte dal Legislatore, per l’applicazione delle misure di adeguata verifica semplificata, vi sono:

  • la riduzione del limite mensile massimo di operazioni di 250 euro
  • L’utilizzo solo sul territorio nazionale e solo per l’acquisto di beni e servizi
  • L’impossibilità di ricaricare lo strumento e non può essere alimentato con moneta elettronica anonima
  • Il limite massimo memorizzato elettronicamente mai superiore 250 euro (con una possibile estensione a 500 euro)

Inoltre il Legislatore ha previsto tutta una serie di misure di controllo per l’applicazione dell’adeguata verifica della clientela semplificata inerenti al profilo della clientela e alla valutazione dei rischi rilevati in concreta effettività, che tengono conto, tra l’altro, dei seguenti indici:

  • Indici di rischio relativi alla tipologia di cliente
  • Indici di rischio relativi a tipologie di prodotti, servizi, operazioni o canali di distribuzione

Indici di rischio relativi ad aree geografiche.

Figura 1 – Obblighi semplificati di adeguata verifica

Figura 1 – Obblighi semplificati di adeguata verifica

Appare quindi plausibile ipotizzare una limitazione dell’uso del dispositivo di moneta elettronica al solo acquisto di beni e servizi, escludendo pertanto l’impiego dello stesso per le operazioni di trasferimento fondi person-to-person. Se così fosse, non sarebbe più possibile per i soggetti emittenti strumenti di pagamento P2P basato su SVA – Stored Value Account – sfruttare le deroghe precedentemente in vigore.

La PSD2 esclude quasi completamente la moneta elettronica, permettendo ai propri utenti finali di effettuare i pagamenti online per l’acquisto di beni e/o servizi direttamente dal proprio conto corrente online senza compiere alcun passaggio sull’istituto di credito, ma per il solo tramite di uno dei nuovi soggetti autorizzati. Infatti tali prestatori di servizi di pagamento, i TPP (PISP e AISP), dispongono l’ordine di pagamento su richiesta dell’utente dei servizi di pagamento relativamente ad un conto di pagamento dove poter addebitare o accreditare la somma di denaro corrispondente.

Ancora, in conformità all’EBA la PSD2 stabilisce che il fornitore del servizio di pagamento può applicare l’autentificazione forte del cliente (Strong Customer Authentication) solo se il pagatore può accedere al suo conto di pagamento online per effettuare gli opportuni controlli di identificazione e prevenzione di frodi per le transazioni online delle carte di credito e di debito, aumentando il senso di responsabilità.

Le carte di moneta elettronica sono escluse dal fund checking (art.65) , la nuova modalità di controllo delle disponibilità dei fondi, cioè la possibilità, offerta ai prestatori di servizi di pagamento basati su carta diversi dall’ASPSP, di ricevere conferma della disponibilità di fondi a fronte di un ’ operazione di pagamento, poiché la moneta elettronica è un valore monetario memorizzato su un dispositivo elettronico e quindi non oggetto di verifiche.