Le carte di credito tra MIF e PSD2 – il contesto normativo 2018-06-15T18:28:26+00:00

Serie 5 – Episodio 2

Le carte di credito tra MIF e PSD2 – il contesto normativo

LE CARTE DI PAGAMENTO NELLA MORSA TRA MIF E PSD2: IL CONTESTO NORMATIVO

Di Andrea Viola

Il riconoscimento della centralità dei sistemi di pagamento ha indotto il Legislatore europeo a rivedere il framework legislativo di riferimento attraverso la pubblicazione del Regolamento sulle Interchange Fee e della Direttiva PSD2.

Le due normative rientrano nel c.d. “Pacchetto Pagamenti”, che costituisce tutta una serie di misure che seppur autonome e distinte, percorrano un intento condiviso e complementare, necessario a colmare le lacune regolamentari e garantire una maggiore chiarezza giuridica, allo scopo di aumentare la concorrenza, la trasparenza e la sicurezza nelle transazioni per il consumatore.

La normativa riconosce ampiamente l’importanza degli istituti di pagamento nonché quella degli enti creditizi, che al momento rimangono la porta principale per i consumatori per accedere agli strumenti di pagamento.

Tuttavia, l’emissione di strumenti di pagamento basati su carta da parte di un prestatore di servizi di pagamento, sia esso un ente creditizio o un istituto di pagamento, diverso dal prestatore di servizio di radicamento di conto, potrebbe generare una maggiore concorrenza nel mercato e di conseguenza una più ampia offerta di servizi per i consumatori.

Di seguito le principali novità normative, specifiche per le carte di pagamento.:

 

Cap su Interchange Fee,

Viene definito un tetto massimo per le commissioni interbancarie applicabile alle operazioni effettuate tramite carte di debito e carte di credito.

L’articolo 3 del Regolamento MIF stabilisce infatti che i prestatori di servizi di pagamento non possono offrire né richiedere al consumatore per qualsiasi tipologia di operazione tramite carta di debito una commissione interbancaria per ciascuna operazione superiore allo 0,2% del valore dell’operazione.

Per quanto riguarda le carte di credito, l’articolo 4 del Regolamento stabilisce che i prestatori di servizi di pagamento non possono offrire né richiedere al consumatore per qualsiasi operazione tramite carta di credito una commissione interbancaria superiore allo 0,3% del valore dell’operazione.

Commissioni differenziate,

La normativa stabilisce delle commissioni differenziate per le diverse categorie e i diversi marchi di carte di pagamento con livelli diversi di commissioni interbancarie, che il soggetto convenzionatore applica al suo beneficiario per i servizi all’esercente.

I soggetti convenzionatori includono inoltre nei loro accordi con i beneficiari informazioni differenziate sull’importo delle commissioni sul servizio all’esercente, delle commissioni interbancarie e delle commissioni dello schema applicabili a ogni categoria e marchio di carte di pagamento.

Carte in co-badging

L’articolo 8 del Regolamento vieta “le regole dello schema delle carte di pagamento e le clausole dei contratti di licenza, o misure aventi effetto equivalente, che impediscono ad un emittente di riunire in co-badging uno o più marchi di strumenti di pagamento o applicazioni di pagamento su di uno strumento di pagamento basato su carta o che creano ostacoli in tal senso”. Viene garantita così la libertà di scelta da parte del consumatore verso il prestatore di servizi di pagamento che ne offra il servizio, di richiedere due o più marchi di pagamento diversi sullo stesso strumento di pagamento basato su carta.

Informazioni al beneficiario

Il prestatore di servizi di pagamento del beneficiario fornisce allo stesso, dopo l’esecuzione di ogni singola operazione di pagamento basata su carta, informazioni quali:

  • il riferimento che consente al beneficiario di identificare l’operazione di pagamento basata su carta;
  • l’importo dell’operazione di pagamento nella valuta in cui avviene l’accredito sul conto di pagamento del beneficiario;
  • l’importo delle eventuali spese per l’operazione di pagamento basata su carta, con indicazione distinta della commissione per i servizi all’esercente e dell’importo della commissione interbancaria.

Disponibilità fondi

Si fa riferimento alla possibilità per il CISP (Card Issuer Service Provider) ovvero un prestatore di servizi di pagamento basati su carta, di richiedere al prestatore di servizi di radicamento di contro (ASPSP), prima dell’esecuzione del pagamento, la disponibilità sul conto del pagatore dei fondi necessari per il pagamento. L’ASPSP dovrà dare immediata risposta al CISP, indicando la presenza o meno della disponibilità senza indicare il saldo del conto del cliente; mentre il CISP non potrà memorizzare la risposta o utilizzare per altri scopi diversi dall’esecuzione del pagamento.

Tale richiesta di conferma potrà essere richiesta solo se il cliente ha prestato preventivamente il consenso all’operazione a entrambi i soggetti.

La possibilità per i prestatori di servizi di pagamento emittenti uno strumento di pagamento basato su carta (o CISP) di richiedere la disponibilità dei fondi sul conto del cliente presso il prestatore di servizi di radicamento di conto (o ASPSP) consentirebbe, come già avviene in diverse realtà per le carte di debito, per le quali la conferma della disponibilità dei fondi sul conto del cliente è consolidata tramite l’operatività OLI (online issuer), di conoscere prima dell’esecuzione dell’addebito la disponibilità dei fondi sul conto e di ridurre così il potenziale rischio di insolvenza dello stesso.

Figura 1 – Lo schema di richiesta della disponibilità dei fondi tra CISP e ASPSP

Figura 1 – Lo schema di richiesta della disponibilità dei fondi tra CISP e ASPSP

Infine, il Regolamento MIF nell’articolo 1, prevede un’applicazione limitata relativamente alle commissioni interbancarie, per:

  • le operazioni tramite carte aziendali
  • i prelievi di contante presso ATM
  • le operazioni di pagamento effettuate con carte di pagamento emesse dagli schemi di carte di pagamento a tre parti.